TRAMA
Padre e figlio attraversano un’America post apocalittica, in un mondo ridotto a cenere, freddo e fame. I due camminano verso sud spingendo un carrello della spesa con pochi oggetti, cercando di sopravvivere e di racimolare provviste tra strade deserte, città distrutte e il costante pericolo di altri superstiti. In mezzo a tutta questa desolazione il legame tra padre e figlio resta l’unica forma di speranza.
TEMI
La strada affronta temi come la sopravvivenza, l’amore paterno, la speranza e la lotta tra il bene e il male. Al centro c’è il rapporto tra padre e figlio e la riflessione sulla fragilità della civiltà, sulla solitudine, sulla morte e su ciò che resta dell’umanità.
MOTIVI PER LEGGERLO
Perché la strada rappresenta molto bene un rapporto tra padre e figlio alle prese con la desolazione e la sopravvivenza. La figura del padre (che nel romanzo non ha un nome, come non ha un nome il figlio) non è rappresentato in modo eroico o tradizionale. Non è un modello di forza ma è un uomo stanco, fragile, che cerca di proteggere il figlio con determinazione ma che spesso si imbatte in angosce e paure che si premura di nascondere.
Il figlio, invece, rappresenta una figura diversa: sensibile ed empatica, cerca sempre il senso di giustizia e di bontà anche di fronte agli altri sopravvissuti.
Padre e figlio incarnano due modi differenti di stare al mondo: uno chiuso e riflessivo, l’altro più umano e vulnerabile. Questa è la forza di questo romanzo: mostrare come, anche in condizioni estreme, essere uomini significa conservare la propria umanità, scegliendo quale conservare.